giovedì 28 giugno 2007

Nulla si crea, nulla si distrugge

Dopo sette mesi, oggi ho fatto il mio ultimo "giro" come rappresentante della XXXX srl (nome omesso). Da lunedì si cambia vita: tre mesi di prova in una concessionaria, come venditore di auto. Lo sognavo da tempo, ed ora l'obiettivo a cui tendevo si è di colpo materializzato di fronte a me, a portata di mano. Tutto facile e perfetto, direte voi, miei carissimi due lettori (uno è il sottoscritto). E invece no; sette mesi sono pochi in senso assoluto, ma bastano per creare una serie di abitudini: sveglia alle otto, caffé, visita in ufficio e poi via dai clienti, pausa pranzo, e rientro ad orario variabile, e durante il giorno telefonate varie, dal mio capo, dall'ufficio e dai clienti. Stasera invece è apparsa la parola "fine" sullo schermo, e da lunedì sarà un nuovo film: potrà piacermi oppure no; potrà conquistarmi subito o col tempo; potranno deludermi l'inizio, lo svolgimento e/o il finale.

mercoledì 27 giugno 2007

Piccola precisazione.

Ci tengo a fare una piccola precisazione, viste le numerose domande arrivatemi. Il titolo del mio blog non ha niente a che vedere con il mondo ecclesiastico. E' un titolo ad effetto, come giustamente sottolineato da una cara amica, che trae la sua ispirazione da uno dei più grandi giornalisti italiani, Gianni Brera. "pensieri, parole, opere e omissioni" era il sottotitolo di uno dei suoi libri, che lessi alla tenera età di 12 anni: tale frase mi restò impressa, insieme al suo stile arguto. Questo titolo è da intendersi come un semplice omaggio a lui, non quindi come un tentativo di imitazione del suo stile: sarei un folle, solo a provarci.

lunedì 25 giugno 2007

36, quai des Orfèvres: ultima fermata del treno noir francese

Nel 1989 Christian “Kiki” Caron, poliziotto del RAID francese, viene ucciso in servizio: è l’ultimo di una serie di attentati e omicidi che hanno mietuto vittime tra le forze di Polizia transalpine.

Olivier Marchal nel 1989 è un agente, conosce “Kiki” e resta colpito da quella morte: 15 anni dopo diventa un affermato regista, e decide di fare qualcosa per chi, come Caron, è caduto in servizio ed è già stato dimenticato. Da questo presupposto nasce “36, quai des Orfèvres”.

Il titolo è semplicemente l’indirizzo della Gendarmeria parigina, la stessa da cui Maigret, celebre ispettore creato da Simenon, andava e veniva: anche Parigi sembra essere la stessa, brumosa ed oscura. Su questo sfondo si dipana la vicenda di Leo Vrinks e Denis Klein, due commissari delle squadre anticrimine e antirapina, interpretati da Daniel Auteuil e Gérard Depardieu.

I due si conoscono da una vita, sono praticamente cresciuti insieme nella Polizia, fino a quando la loro amicizia si è rotta a causa di una donna: la ex fidanzata di Klein (interpretata da Valeria Golino), che si innamora di Vrinks e lo sposa. Da qui nasce un astio che porterà Klein a commettere gesti infimi nei confronti dell’ex amico, tra cui farlo imprigionare per sette anni in galera e provocare la morte di sua moglie durante un’operazione.

Alla magistrale interpretazione di due mostri sacri del cinema mondiale si affiancano attori non famosissimi, ma comunque con il “physique du role” adatto: il risultato è un cast preparato e credibile, che sa coinvolgere lo spettatore in un’atmosfera che ricorda quella degli storici noir francesi con Lino Ventura.

Il finale porta ad un totale ribaltamento della prospettiva del film, poiché tra i due sarà Vrinks ad uscire sano e salvo: le azioni di Klein finiranno per costargli la vita, come in una sorta di “karma”.